“La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole.”

 

Italo Calvino

 

ARCHITETTURA

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VOGLIA DI RIEMERGERE

ROMA

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MILANO

PARIGI

COPPEDE'

Alla riscoperta del XX secolo 

 

Nelle grandi città come Roma, Milano e Parigi si possono trovare molti esempi di architetture invisibili, come tutti quegli edifici svalutati dalla routine quotidiana, luoghi normalizzati e utilizzati con superficialità da una generazione che ha troppa fretta per soffermarsi a percepire l’importanza tecnica, storica o semplicemente estetica di un sito. Si tratta di progetti risalenti al XX secolo, quell’età di mezzo che colloca l’oggetto in una sorta di limbo tra il non essere antico e quindi senza apparente valenza storica e il non essere contemporaneo e quindi non considerato innovativo. Queste costruzioni oltre all’ignoranza delle persone devono subire i continui “attacchi” del traffico incontrollato, dello smog e spesso “l’invasione” di pubblicità senza scrupoli.

 

In questa visione antropomorfica dell’architettura l’edificio sembra come un ostaggio imbavagliato dal presente, che non gli permette di esternare il proprio essere opera d’arte. Questo bavaglio è la città frenetica, che in maniera banale appiattisce ogni cosa non percependo  il reale valore di una costruzione rispetto ad un’ altra, ponendo tutto su uno stesso piano, vanificando l’autentica importanza di progetti spesso nati dai più grandi architetti della storia recente, da Coppedè a Gio Ponti. Questa “malattia” è diffusa in tutto il mondo, ma in particolare in Italia, dove tutto quello che non è antico è posto in secondo piano. Questo è il retaggio di quell’idea che porta gli italiani a pensare che  non c’è bisogno di creare nulla di nuovo, perché il nostro patrimonio storico artistico ci permette di essere sempre e comunque superiori agli altri paesi, che invece sono costretti a realizzare “anonimi agglomerati di vetro ed acciaio” per avere qualche turista in più. Questa è la politica che peraltro ha portato il ”bel paese” a scendere nelle classifiche di affluenza turistica.

 

Un altro motivo di questa cecità verso parte dell’architettura del ‘900, in particolare del secondo dopoguerra, è dovuto alla generalizzazione di un periodo che in edilizia è noto soprattutto per la speculazione e la creazione di “mostri” che deturpano le nostre città. Per questo l’osservatore medio è portato a non distinguere un’opera di valore da un “palazzaccio” qualsiasi. L’architettura di cui si sta parlando non è invisibile solamente alla gente comune, ma cosa ben più grave, lo è anche alle istituzioni e agli addetti ai lavori, che invece di riqualificare o valorizzare questi luoghi preferiscono ignorarli, lasciandoli spesso in stato di semi-abbandono e in casi più gravi abbattendoli, eliminando la memoria storica di un luogo sostituendola con anonimi parallelepipedi finestrati.

 

Questa voglia di emergere di un sito rispetto alla piattezza del contesto urbano deve essere sostenuta da tutte le persone che ritengono di conoscere l’architettura o l’arte in generale. Quindi anche da noi studenti del Politecnico che dovremmo sensibilizzare la gente ad aprire gli occhi e a fermarsi un attimo, e smettere di guardare distrattamente una cosa, ma iniziare ad osservarla per quello che è: un’opera d’arte moderna.

 

tratto dall'articolo pubblicato su L'ARCA 261 - Rivista Internazionale di architettura e comunicazione visiva.

 

EXPO DETAILS

Ad un anno dall'apertura di Expo Milano 2015 siamo lieti di presentare in anteprima ‪#‎EXPODETAILS il reportage che vuole raccontare i principali padiglioni presenti durante l'Esposizione Universale del 2015. La mostra prodotta da Cinema Giovane - Expositore rientra nelle attività del progetto ExpoStory ed è stata realizzata a cura di ‪#‎FOTOARCHITETTO.

 

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BIO

Dario Biello nasce in provincia di Roma, si trasferisce nel 1998 a Verona dove si diploma all’Istituto d’arte Napoleone Nani nella sezione Architettura e arredo.  Fin da studente frequenta numerosi corsi e masters dedicati alla fotografia, al giornalismo, alla progettazione, all’organizzazione di eventi e matura esperienze in contesti dalla forte valenza culturale ed artistica.  

Dal 2007 entra in contatto con il campo delle produzioni audiovisive, inizialmente con l’Associazione Verona Young e successivamente con Cinema Giovane della quale è stato co-fondatore. Con quest’ultima ha avuto modo di lavorare in prima persona con importati personalità del mondo del cinema ed ha potuto partecipare ad eventi internazionali come il Festival di Cannes e la Mostra del Cinema di Venezia. Oggi è Art Director presso la società di produzione cinematografica Filmedea srl.

Frequenta la facoltà di Scienze dell’architettura presso il Politecnico di Milano accompagnando la carriera studentesca con quella lavorativa, maturando quindi un’esperienza frutto non solo dello studio ma anche e soprattutto della pratica.

È tra i selezionati in qualità di giornalista e fotografo per la realizzazione del numero speciale 261 della rivista internazionale L’ARCA e dopo aver frequentato la scuola di giornalismo Dino Buzzati di Venezia diventa giornalista pubblicista iscritto all’ordine, scrive numerosi articoli su tematiche legate all’architettura e al design per diverse testate. 

A partire dal 2011 inizia il progetto Voglia di Riemergere scattando oltre 10000 immagini di architetture del ‘900 tra Roma, Milano e Parigi. Da questo lavoro nascono diverse mostre e pubblicazioni. 

Con Expostory è presente in Expo Milano 2015 ed in maniera itinerante in importanti location nel cuore di Milano, raccontando la storia dell’Esposizione Universale da Londra 1851 a Dubai 2020 con stampe 3d e con contenuti interattivi utilizzati anche dalla redazione RAI e dal Corriere della Sera.

Creative Manager in EXPOSITORE con studio a Milano si occupa di marketing territoriale, comunicazione coordinata e progetti di rigenerazione urbanistica per imprese ed istituzioni.  

È Art Director del progetto Ri-Gymnasium con il quale coordina 4 reti di imprese e i progetti Città di Cultura della Regione Lazio e Città Morandiana, iniziative presentate alla Biennale dello Spazio Pubblico di Roma e alla Triennale di Milano.